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2009 dal 5 al 12 Aprile

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dai GIORNALI di OGGI

Confindustria: "Emergenza reale, servono soldi veri"

Marcegaglia a Berlusconi: "Emergenza vera, non boutade mediatica. Non vogliamo sussidi ma ossigeno"

2009-03-14

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

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Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

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CORRIERE della SERA

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2009-03-14

"Si agisca in fretta per salvare le aziende che rischiano il fallimento"

Crisi, l'allarme di Confindustria:

"Emergenza reale, servono soldi veri"

Marcegaglia a Berlusconi: "Emergenza vera, non boutade mediatica. Non vogliamo sussidi ma ossigeno"

PALERMO - "La crisi si sta aggravando, servono soldi veri su alcuni punti essenziali". A Palermo per il convegno biennale della Piccola Industria, Emma Marcegaglia non risparmia mezzi termini sull'entità della crisi. La crisi "è un'emergenza vera. Non è una boutade mediatica" ha detto Emma Marcegaglia, sottolineando con forza che questo "è il momento di usare il linguaggio della verità: rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy". "Tacere - ha aggiunto - significherebbe tradire il Paese". Poi un appello rivolto direttamente al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Se non si agisce in fretta e non si stanziano fondi veri" le imprese rischiano di fallire. "Ci rivolgiamo a lei - ha detto la Marcegaglia riferendosi al premier - perché il governo sia pienamente consapevole della gravità della situazione e assicuri il sostegno alle imprese". "È venuto il momento - ha scandito - di una risposta da parte sua, signor presidente. Adesso servono soldi veri".

"FONDI SUBITO" - "Siamo responsabili e conosciamo bene le difficoltà del debito pubblico e delle condizioni internazionali per il suo finanziamento - ha proseguito Marcegaglia -. Noi imprenditori vogliamo dare risposte continuando a investire. Ma proprio per questo i denari a sostegno delle imprese devono essere veri, certi e arrivare subito. Non chiediamo sussidi, ma ossigeno per poter sopravvivere alla tempesta ed essere poi in grado di cavalcare la ripresa appena arriverà. E siamo tra i pochi - ha precisato - che ancora pensiamo che, se agiamo bene, potrà arrivare alla fine di quest'anno". La presidente degli industriali ha quindi invitato a porre al centro l'impresa "senza perdere altro tempo". "Bene gli ammortizzatori sociali, bene l'aumento dell'indennità ai cocopro. Ma c'è un'emergenza ancora più fondamentale della disoccupazione. - ha specificato - Se migliaia di piccole imprese chiudono e spariscono, i disoccupati potranno anche avere tutti l'assegno di disoccupazione ma poi non avranno dove tornare a lavorare".

LE RICHIESTE - Gli industriali, ha spiegato la loro leader, chiedono un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, l'avvio dei cantieri anche più piccoli e uno sgravio fiscale per "le imprese che fanno uno sforzo importante nel capitalizzare". "Non vi è dubbio - ha infatti aggiunto la leader degli industriali - che le aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere". Il credito è la prima cosa che industriali chiedono, "perché è essenziale per la sopravvivenza delle imprese. Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali che oggi vediamo - ha aggiunto Marcegaglia -, ma una grande collaborazione tra Banca d’Italia e Governo, tra imprese e banche perché da questo dipende la sopravvivenza delle imprese".

"I DATI? NON SONO DRAMMATICI" - Per affrontare la crisi occorre mettere in piedi "qualcosa di coesivo", qualcosa che coinvolga maggioranza e opposizione "sia sul territorio sia a Roma": questa la proposta dell’ex ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, che nel corso del suo intervento al Forum di Confcommercio a Cernobbio ha sottolineato la necessità in questa fase di "tavoli di crisi e di solidarietà. Dei luoghi di convergenza, sia sul territorio sia a Roma, dove ciascuno deve dare la propria disponibilità". A Cernobbio Bersani ha anche lanciato l’allarme evasione fiscale, invitando il governo a reintrodurre con decreto le norme approvate dal governo Prodi. Parole più rassicuranti sulla crisi economica sono arrivate invece da Maurizio Sacconi. Arrivando al convegno di Rete Italia a Riva del Garda, Il ministro del Lavoro ha assicurato che "i dati ci segnalano una difficoltà crescente, ma non sono drammatici se li confrontiamo ad altre stagioni del passato".

14 marzo 2009

 

REPUBBLICA

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2009-03-14

L'intervento di Emma Marcegaglia a Palermo al convegno della piccola industria

"E' emergenza vera non boutade mediatica. A rischio molti campioni del made in Italy""

Crisi, Confindustria al governo

"Servono soldi veri e in fretta"

Crisi, Confindustria al governo "Servono soldi veri e in fretta"

Emma Marcegaglia

PALERMO - "Noi oggi lanciamo un appello al presidente del Consiglio richiamandolo alla gravità della situazione, facendogli presente che se non si agisce in fretta, se non si stanziano fondi veri a supporto delle imprese, c'è il rischio che nei prossimi mesi tante aziende possano fallire". Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sceglie Palermo per portare un affondo contro il governo ed il premier.

"Continuiamo a credere che la ripresa ci sarà e alla fine dell'anno si potranno vedere alcuni segnali di miglioramento - ha aggiunto - ma è necessario agire subito e stanziare fondi veri per aiutare le imprese".

"Crisi reale, non è boutade mediatica". "Abbiamo già chiesto un incontro col presidente del Consiglio: la prima cosa che noi vogliamo è il credito, che è essenziale per la sopravvivenza delle imprese". Poi l'affondo su Berlusconi: "La crisi è un'emergenza vera. Non è una boutade mediatica, questo è il momento di usare il linguaggio della verità: rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy. Tacere significherebbe tradire il Paese".

"Intervento immediato". Marcegaglia ha chiesto un intervento immediato del governo ''su alcuni punti essenziali''. Secondo il presidente della Confindustria serve avviare nuovi cantieri, serve un fondo di garanzia per le pmi e "chiediamo per quelle imprese che fanno uno sforzo importante nel capitalizzare ci sia uno sgravio fiscale perché non v'è dubbio che aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere''.

"Supporto a chi perderà il lavoro". Marcegaglia ha espresso apprezzamento per le indennità stanziate dal governo per i lavoratori con contratto a progetto, ma ha aggiunto: "E' essenziale dare un supporto vero, con soldi veri, a coloro che perderanno il posto di lavoro. Ed è importante che si parli anche di impresa, perché altrimenti il rischio è che si diano sussidi di disoccupazione alle persone che perdono il lavoro, senza riuscire a creare nuovi posti di lavoro".

"Servono soldi veri". Marcegaglia ribadisce che "la crisi si sta aggravando" ed è necessario stanziare "soldi veri" su alcuni punti essenziali: "il fondo di garanzia, di cui ha parlato ieri Morandini, gli stanziamenti per i piccoli cantieri e chiediamo anche che ci sia uno sgravio fiscale per quelle imprese che fanno uno sforzo importante di capitalizzazione, perché non c'è dubbio che le aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere alla crisi".

"Credito essenziale, no conflitti". "Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali a cui assistiamo oggi, ma una grande collaborazione tra Bankitalia e governo, tra banche e imprese" ha detto la presidente di Confindustria. "Il credito - ha aggiunto - è essenziale per la sopravvivenza delle imprese" e per questo è per Confindustria una priorità assoluta.

"Ok Ponte Stretto ma aprire altri cantieri". "In questo momento è necessario lavorare su tutti quei cantieri che possono partire subito perché questo può aiutare la ripresa dell'economia. Il Ponte è un'opera importante, ma che partirà tra uno o due anni come minimo. E quindi va bene il Ponte sullo Stretto ma noi vorrremmo anche stanziamenti sui piccoli cantieri che possano aiutare la filiera dell'edilizia" ha aggiunto.

(14 marzo 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-03-14

Allarme di Confindustria: Crisi spaventosa

Allarmi concreti durante l'assise della piccola industria a Palermo. Allarmi che vengono dalla voce del presidente stesso di Confindustria, Emma Marcegaglia: "La crisi si sta aggravando, servono soldi veri su alcuni punti essenziali". Gli industriali, ha detto, chiedono un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, l'avvio dei cantieri anche più piccoli e uno sgravio fiscale per "Le imprese che fanno uno sforzo importante nel capitalizzare. Non vi è dubbio che le aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere". La crisi "è un'emergenza vera. Non è una boutade mediatica, è anzi il momento di usare il linguaggio della verità: rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy". "Tacere - ha aggiunto - significherebbe tradire il Paese".

"Noi oggi lanciamo un appello al presidente del Consiglio richiamandolo alla gravità della situazione, facendogli presente che se non si agisce in fretta, se non si stanziano fondi veri a supporto delle imprese, c'è il rischio che nei prossimi mesi tante aziende possano fallire".

14 marzo 2009

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-03-14

Marcegaglia: la crisi si aggrava, alle imprese servono soldi veri

di Valeria Russo

14 marzo 2009

"Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali a cui assistiamo oggi, ma una grande collaborazione tra Bankitalia e governo, tra banche e imprese". Una collaborazione che è ancora più essenziale perché "la crisi si sta aggravando". Questa è la posizione del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che, al convegno biennale della Piccola Industria a Palermo, è intervenuta sulle divergenze di questi giorni tra Bankitalia e Tesoro, a proposito dell'uso dei prefetti per monitorare l'erogazione del credito da banche a imprese. La crisi "è un'emergenza vera, non una boutade mediatica" ha detto sottolineando che "è il momento di usare il linguaggio della verità: rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy". "Tacere - ha aggiunto - significherebbe tradire il Paese". La situazione è grave, secondo Emma Marcegaglia, che ha ricordato che, senza azioni concrete che assicurino alle imprese i finanziamenti di cui hanno bisogno, molte di loro rischiano di chiudere.

Alle imprese "servono soldi veri"

"Servono soldi veri" ha affermato Emma Marcegaglia. Gli industriali chiedono un fondo di garanzia per le Pmi, l'avvio dei cantieri anche più piccoli e uno sgravio fiscale per "le imprese che fanno uno sforzo importante nel capitalizzare". "Non c'è dubbio - ha aggiunto - che le aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere. Il credito è essenziale per la sopravvivenza delle imprese" e per questo è per Confindustria una priorità assoluta.

La politica si prenda le sue responsabilità

Marcegaglia invita la classe politica a prendersi le proprie responsabilità: "A chi pensa che tutti i guai siano figli dell'eccesso di mercato – afferma la presidente di Confidustria – rispondiamo che essi si devono invece a politici e regolatori che hanno sbagliato. Paghiamo il duro prezzo di regole sbagliate che hanno portato agli eccessi nella finanza". Questo però, secondo Emma Marcegaglia, non significa cedere a un "neostatalismo disordinato e invadente" che non può riportare l'economia italiana "sul sentiero di una crescita sana e duratura". A creare benessere e occupazione, afferma la presidente degli industriali può essere "solo l'impresa privata che sa stare sui mercati internazionali".

Commercio globale: no al protezionismo

Dal palco del teatro Politeama Emma Marcegaglia lancia un invito al coordinamento tra nazioni e grandi aree geografiche "per governare la globalizzazione meglio di quanto fatto finora" anche in vista del prossimo G-20 delle Confindustrie, che si terrà mercoledì prossimo a Londra e soprattutto in previsione del G-8 di fine aprile che si terrà in Italia. Fermo il no della Marcegaglia a ogni forma di protezionismo "che impoverisce tutti e soprattutto un Paese come il nostro che ha una vocazione alle esportazioni e alle apertura agli scambi". Serve quindi non abbandonare la strada dei mercati esteri e del commercio internazionale, che oggi si trova in caduta dopo 25 anni di crescita ininterrotta così come sottolinea la presidente nel suo interveneto: "Non c'è ripresa senza un nuovo e vigoroso impulso al commercio globale".

La parola giusta è emergenza

"Bisogna usare la parola giusta: emergenza – prosegue Emma Marcegaglia - non è una boutade mediatica". Una risposta questa a quanto detto da più parti nei giorni scorsi a proposito di una crisi "gonfiata" dai media. "Sono concretamente a rischio migliaia di piccole aziende italiane, soprattutto quelle che in questi anni hanno investito con coraggio, che hanno esportato e sono cresciute". A rischio quindi ci sono le imprese più internazionalizzate, i "campioni del made in Italy e della speranza italiana", come li definisce la presidente degli industriali.

Credito e Pubblica amministrazione

Ciò che emerge da questa due giorni palermitana è una profonda richiesta da parte degli imprenditori per azioni e interventi immediati, ma soprattutto per un "confronto costruttivo" che consenta di arrivare a "una grande collaborazione tra Bankitalia, governo, imprese e banche".

La presidente di Confindustria va al di là della polemica sull'ammontare dei debiti della pubblica amministrazione: "Bisogna alzare il limite di compensazione tra crediti e debiti che le imprese hanno nei rapporti con lo Stato" un invito ad agire con velocità visto anche il momento di grave crisi. Un'intervento, quello del numero uno di Viale dell'Astronomia, che arriva a pochi giorni dall'allarme del Centro studi dell'associazione ha certificato che un'impresa su dieci ha problemi di accesso al credito.

Appello al premier per richiamarlo alla gravità della situazione

E da Palermo la presidente di Confindsutria si rivolge al premier Silvio Berlusconi affinché "il Governo sia pienamente consapevole della gravità della situazione e assicuri il sostegno alle imprese – dice la Marcegaglia che ha chiesto un incontro formale con il presidente del Consiglio – è venuto il momento di una risposta da parte sua, adesso servono soldi veri". "Il punto è uno solo, lo Stato deve pagare – ha detto ancora nel suo intervento Emma Marcegaglia – qualunque sia lo strumento, certificazione, garanzia Sace o anticipo Ddpp" perché uno Stato che non onora i suoi debiti "contribuisce per primo a diffondere sfiducia, instabilità e paura" afferma davanti a una platea in cui si trovano anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacono e il presidente del Senato, Renato Schifani.

Infrastrutture

Da Palermo gli industriali chiedono l'avvio immediato delle opere già canteriabili. "Bene il Ponte sullo stretto e le opere autorizzate dal Cipe – afferma la presidente di Confindustria a conclusione del suo intervento – ma servono più opere piccole, subito cantierabili, anche con deroghe al patto di stabilità interno per i comuni virtuosi". A margine del convegno Emma Marcegaglia aveva già ribadito la richiesta per avviare subito quei lavori capaci di immettere subito sul territorio denaro fresco: "Va bene il ponte sullo Stretto, ma è un'opera importante ma che partirà tra uno o due anni". Bisogna partire quindi dai piccoli cantieri.

14 marzo 2009

 

 

 

 

Schifani: "Contro la crisi un tavolo del buonsenso"

14 marzo 2009

Contro la crisi occorre un "tavolo del buonsenso". La proposta arriva dal presidente del Senato Renato Schifani, a Palermo per il convegno della Piccola industria di Confindustria. "Perché questo momento difficile venga superato - dice Schifani - ognuno faccia la propria parte, non soltanto alcuni. Occorre un tavolo in cui tutti mettendo il proprio buonsenso e il massimo degli sforzi". Commentando le richieste della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, Schifani ha sottolineato: "Mi pare normale che in questo momento anche la classe imprenditoriale abbia esigenze di liquidità. Occorre stipulare un patto di consultazione tra Governo, istituzioni, enti locali, mondo imprese, banche per superare tutti insieme la crisi attraverso quella coesione sociale cui ha fatto riferimento il Capo dello Stato".

Sì a un decreto per certificare i crediti delle imprese verso la Pa. Schifani condivide "l'utilità che il Governo vari un decreto per certificare i crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione" manifestata dalla numero uno di Confindustria. Schifani ha sottolineato come sia certamente un importante problema quello dei crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, "causato il più delle volte proprio dal mancato rispetto dei tempi di pagamento, con ricadute che travalicano l'ambito finanziario e intaccano quello economico e sociale". Emblematico è il caso della Sicilia "dove Confindustria stima un volume di crediti verso la pubblica amministrazione per 1,2 miliardi di euro. "È un credito che potrebbe salvare nell'isola migliaia di posti di lavoro e le relative somme sono già state stanziate nei bilanci dello Stato".

Fondi Fas al Sud. Parlando dei fondi Fas, Schifani ha sottolineato che "devono rimanere al Sud ma con una nuova filosofia di utilizzo", concordata tra governo e Regioni. "La crescita del Mezzogiorno, con la conseguente utilizzazione dei fondi per il Sud - ha detto - devono cambiare passo attraverso un nuovo patto tra centro e periferia per l'individuazione di un progetto di sviluppo organico e condiviso da governo e regioni che sia effettiva testimonianza di una migliore qualità della spesa".

"Vinciamo la mafia anche con il coraggio degli imprenditori". "Stiamo battendo la mafia quotidianamente - ha detto il presidente del Senato - anche attraverso il coraggio degli imprenditori". Agli imprenditori ha chiesto "il coraggio di resistere al ricatto delle organizzazioni criminali che desertificano l'economia onesta distruggendo la libera concorrenza".

Il Ponte di Messina è necessario. Per Schifani il Ponte sullo Stretto di Messina è un'opera necessaria. Tra la Sicilia e il Continente, ha detto il presidente del Senato, transitano ogni anno merci per 7,3 milioni di tonnellate e passeggeri paganti per circa 10,5 milioni. "È questa la base quantitativa sulla quale investitori esteri hanno fatto il conto prima di proporsi per finanziare la costruzione del Ponte. Dopo un anno come il 2008 che ha segnato soltanto in Sicilia una flessione del 50% degli appalti per opere pubbliche e dopo un avvio nel 2009 altrettanto difficile, la scelta di effettuare robusti investimenti nel settore delle costruzioni potrebbe avere un reale impatto anticiclico".

14 marzo 2009

 

 

 

 

 

Bombassei: la situazione non è grave

Colaninno: merito è anche di chi vigila

di Valeria Russo

14 marzo 2009

Seconda giornata dedicata alla politica e alle riforme quella che si è aperta questa mattina a Palermo al congresso nazionale della Piccola industria "Oltre la crisi – Pmi classe dirigente". Si parla di Cgil, di crisi, ma anche della polemica a distanza tra Tremonti e Draghi sui controlli al sistema bancario.

 

"Più che dividere oggi la Cgil è isolata, bisogna trovare insieme delle soluzioni perché oggi serve trovare misure mirate per essere più vicino alle imprese" – afferma Alberto Bombassei, vice presidente relazioni industriali, affari sociali e previdenza di Confindustria". Bombassei è ottimista sul futuro del Paese: "La situazione in Italia non è grave come in altri Paesi come per esempio gli Stati uniti dove la disoccupazione a febbraio ha toccato l'8,1% e i 12,5 milioni".

Il riferimento alla Cgil è condiviso anche da Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato "non giovano in questo momento le divisione interne ai sindacati, serve ridefinire i rapporti tra gli imprenditori e i sindacati perché il Paese ha bisogno di coesione sociale".

La Finocchiaro rilancia anche il tema della burocrazia e la difficoltà a fare impresa a causa dei ritardi della pubblica amministrazione al centro dell'intervento di Edoardo Garrone, vice presidente organizzazione e marketing associativo di Confindustria "Dobbiamo cambiare i meccanismi e sistemare le distorsioni di una legge rivedendo la riforma federalista che avvicini cittadini e imprese che disintermedi il ruolo della politica nelle decisioni eliminando così pericolose distorsioni della politica stessa nei processi decisionali".

Alla tavola rotonda, coordinata dal direttore del Sole24Ore, Ferruccio De Bortoli, è intervenuta il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, che ha focalizzato l'attenzione sulle autorizzazione Via e sulla lenta burocrazia locale. Un esempio è proprio in Sicilia: "Nonostante l'ok nazionale non si capisce perché la Regione Siciliana blocchi ancora il progetto da oltre un miliardo del rigassificatore di Priolo, nel siracusano" commenta la Prestigiacomo.

Tra le proposte di riforma presentate quelle di Matteo Colaninno: "Come commissione abbiamo presentato degli emendamenti sulla rinegoziazione dei prestiti alle imprese e il consolidamento del debito; l'istituzione di un fondo di garanzia interbancario, la sospensione del limite di deducibilità delle passività". Sulle polemiche in corso tra Mario Draghi e il ministro Tremonti riguardo al ruolo di Bankitalia e l'ipotesi lanciata dal ministro dell'Economia di affidare la vigilanza sulle banche alla Bce, netto il giudizio di Colaninno: "Se il sistema bancario in Italia regge ancora, è merito di questa vigilanza che vuol dire che ha vigilato meglio che negli altri Paesi. Bisognerebbe piuttosto vigilare su quei 70 miliardi che lo stato deve alle imprese".

L'invito a velocizzare i tempi della giustizia più volte sottolineato nella giornata di ieri è stato girato oggi al ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Abbiamo deciso di inserire la riforma della giustizia civile nel pacchetto competitività, perché non può esistere la possibilità di attrarre investimenti se gli imprenditori escono dai processi dopo 10 anni – afferma Alfano - Abbiamo previsto un massiccio investimento in informatica per la giustizia, la punizione per chi nel processo civile gioca ad allungare i tempi mentre la sentenza diventa titolo esecutivo con cui andare a fare il pignoramento al debitore, e la diffusione della conciliazione civile".

14 marzo 2009

 

 

 

Morandini: "Deve cambiare il sistema Paese"

di Valeria Russo

"Serve un fondo di garanzia da 5 miliardi per immettere nel sistema almeno 80 miliardi di liquidità. Questa volta non possiamo vincere da soli, stavolta è il sistema Paese che deve vincere". Lo afferma Giuseppe Morandini, presidente della Piccola industria di Confindustria, che ha concluso con il suo intervento la prima delle due giornate di lavoro palermitane del convegno "Oltre la crisi". Un invito, quello del presidente della Piccola industria, che è rivolto da un lato alle banche e dall'altro alla politica.

"Il nostro vero problema è la liquidità, abbiamo bisogno di ristrutturare il nostro debito, di rimodulare importi e scadenze, di razionalizzare la nostra gestione finanziaria – afferma Morandini – inviterei pertanto le banche a ritirare i Tremonti bond: prendeteli e girateli a noi che ne abbiamo bisogno e sappiamo cosa farne". Dati alla mano Morandini si dice ottimista per l'uscita dalla crisi del sistema Italia: "Negli ultimi dieci anni abbiamo saputo fare +58% di fatturato, +75% di export, +42% di valore aggiunto e +19% di posti di lavoro. Non si può pensare che chi ha fatto questi numeri si sia improvvisamente scordato di come si fa il proprio mestiere".

Un intervento che tiene conto anche del ruolo della politica perché "non si può continuare a sopportare una burocrazia che sa produrre solo no", prosegue Morandini. Altro tema affrontato è quello della giustizia (è previsto per domani l'intervento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano), quindi il recupero dei crediti e le ingiunzioni di pagamento. "Possibile che chi non paga possa contare su almeno 1.210 giorni prima di arrivare alla sentenza ingiuntiva?" chiede il presidente della Piccola industria sottolineando che anche lo Stato ha ancora debiti con le imprese per circa 70 miliardi.

Morandini, che nel suo intervento ha ringraziato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per il lavoro fatto, conclude questa prima giornata di lavori con un invito a "dare fiducia alla piccola industria, agli imprenditori e a chi lavora nelle aziende".

13 marzo 2009

 

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